“Rabbrividii a sentir parlare del sangue che doveva colare, ora sorrido”

Questa è una bella lettera. E’ anche un pezzo di storia italiana. Un uomo riservato, un cattolico della mite provincia trevisana, che ha assunto per tre lustri un ruolo chiave nell’informazione, nella battaglia culturale, nel governo della chiesa italiana prediletta dai Papi, vescovi di Roma, abbandona la sua postazione in moto aperto, personale, clamoroso, con un grido di dolore disperato nella sostanza ma decente e ben motivato nella forma.
5 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 16:49
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